Monopoli, 25 aprile, post rimosso. Ma non si placa la polemica in attesa del consiglio comunale

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Lettere e comunicati giunti alla nostra redazione dopo la storia pubblicata ieri dal consigliere Scisci che, al momento, non ha dato spiegazioni. 

A distanza di un giorno non si placa la polemica che ha investito il consigliere comunale di “Monopoli al Centro” e vicepresidente del consiglio Alessandro Scisci che ieri, nel giorno della festa della Liberazione dell’Italia dal Nazifascismo, ha pubblicato via social un post che ha fatto discutere scrivendo “Io oggi non ho nulla da festeggiare”. Il post, in serata, è stato poi rimosso. Al momento il consigliere non ha rilasciato alcuna dichiarazione e si resta in attesa di un intervento da parte del suo gruppo politico.

Alla nostra redazione sono arrivati altri comunicati da forze politiche e cittadini che hanno voluto dire la loro su quanto accaduto.

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Mimmo Panaro

IL LETTORE– “Le parole e gli atteggiamenti di chi ricopre ruoli pubblici non sono mai neutri: hanno un peso, un significato e producono conseguenze nel tessuto civile della nostra comunità – scrive il lettore Cosimo Mimmo Panaro -. Ogni richiamo diretto o indiretto a ideologie e visioni che hanno prodotto sofferenza, repressione e perdita di libertà non può essere banalizzato né ignorato. Non è una questione di opinioni personali: è una questione di responsabilità pubblica, di memoria storica e di rispetto verso chi ha pagato il prezzo più alto perché oggi potessimo vivere in una democrazia.
Preoccupa non solo il contenuto di certe esternazioni, ma anche ciò che esse rivelano: una fragilità culturale e istituzionale che non dovrebbe appartenere a chi è chiamato a guidare e rappresentare una comunità. La politica, quando è degna di questo nome, richiede consapevolezza, studio, senso delle istituzioni e rispetto profondo dei principi democratici.
Ai cittadini rivolgiamo un invito: non restare indifferenti.
Alla classe politica, invece, chiediamo un atto di responsabilità: prendere le distanze in modo chiaro e inequivocabile da qualsiasi posizione che possa anche solo lontanamente richiamare pagine oscure della nostra storia. Il silenzio, in questi casi, rischia di essere interpretato come complicità o superficialità”, conclude.

Dopo l’intervento del Pd di Monopoli con il suo segretario Michele Suma e la sua rappresentante in consiglio Silvia Contento, oggi ci tengono a dire la loro anche i Giovani Democratici della Terra di Bari con il segretario Massimo Mancini e di Monopoli con la sua segretaria Chiara Fanizzi.

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Chiara Fanizzi

GD TERRA DI BARI E MONOPOLI-  “Quanto accaduto è indegno e incompatibile con qualsiasi ruolo istituzionale. Non siamo di fronte a semplice ironia, ma a una presa di posizione che offende la memoria della Resistenza e calpesta i valori su cui si fonda la nostra Repubblica. È proprio grazie al 25 aprile se oggi tutti, compreso chi ricopre incarichi pubblici, possono esercitare liberamente e democraticamente le proprie funzioni. Il 25 aprile non è una ricorrenza tra le altre: è il giorno della Liberazione, il momento in cui l’Italia ha scelto la libertà contro la dittatura, la democrazia contro il fascismo. È da lì che nasce la nostra Costituzione. Metterne in discussione il significato significa mettersi fuori da quel perimetro democratico. Sembra superfluo, ma evidentemente non lo è, ribadire che l’uso di simboli e richiami riconducibili a un passato che la storia ha già condannato è grave e fuori luogo, ancor più se proveniente da chi ha responsabilità pubbliche. La memoria della storia d’Italia non è divisiva, ma un patrimonio condiviso che va rispettato e difeso: solo conservandola possiamo arginare ogni deriva estremista. Chi non riconosce pienamente quei valori, chi li banalizza o li nega, non è degno di rappresentare le istituzioni e deve avere il buonsenso e la coerenza di dimettersi da ogni incarico. Non può esserci spazio per ambiguità, né per nostalgie che richiamano una delle pagine più buie della nostra storia. Per questo serve una risposta netta e senza compromessi. Per questo continuiamo a ribadirlo con forza: ora e sempre, Resistenza”.

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Papio e Mastronardi

Il movimento Manisporche-Sinistra Italiana con il gruppo consiliare formato da Angelo Papio e Maria Angela Mastronardi e con il segretario di SI Domenico Sampietro parla di “Scandalo social” che ha investito il consigliere Scisci. “L’episodio – si legge nella nota- non sarebbe da considerarsi isolato, ma inserito in un contesto più ampio di scelte politiche e simboliche che, negli anni, hanno progressivamente ridotto lo spazio dedicato alla memoria della Resistenza e della Liberazione dal nazifascismo.

Nel mirino il sindaco Angelo Annese, per le dichiarazioni inviate all’Ansa, insufficienti rispetto alla gravità dei fatti e alle posizioni sostenute. Da due mandati amministrativi, è infatti responsabile diretto di celebrazioni del 25 Aprile destituite del loro significato profondo, anche nella gestione delle esecuzioni musicali per le quali impone la sostituzione del brano “Bella ciao” con “Il Piave mormorò”.

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Sampietro

Scelta, frutto di una precisa postura culturale e politica. Nel prossimo Consiglio comunale, sarà formalmente presentata la richiesta di dimissioni del consigliere Scisci, per un gesto contestato come riconducibile ad apologia di fascismo. L’auspicio è un intervento chiaro e pubblico del sindaco Annese anche sull’inopportunità che il consigliere Scisci continui a rivestire il ruolo di vicepresidente del Consiglio comunale di Monopoli. Come consiglieri ribadiamo, inoltre, la necessità che l’Amministrazione riaffermi con nettezza i valori fondanti della Repubblica e della Costituzione, che assuma un impegno esplicito nella valorizzazione della memoria antifascista e che riconosca il ruolo della lotta partigiana nella storia italiana” .