Parlamentare in spiaggia, la notizia sui maggiori quotidiani. E arriva la versione di Pagano

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La notizia della discussione in spiaggia tra un deputato e il personale di una struttura balneare del Capitolo, culminata con l’intervento della Polizia, oltre a fare il giro del web è stata ripresa oggi anche dai quotidiani “Corriere del Mezzogiorno” e “la Repubblica”. Già ieri, su Link24, avevamo riportato entrambe le versioni, quella della direzione del lido e quella della controparte di cui inizialmente non avevamo fatto il nome. L’onorevole è Ubaldo Pagano del Pd, eletto nella circoscrizione pugliese ed entrato a far parte della direzione nazionale del partito guidato da Zingaretti. Oggi è lo stesso Pagano a fornire la sua versione dei fatti sulla sua pagina Facebook che riportiamo qui in maniera integrale.

paganoLa versione di Pagano via social – Domenica 7 luglio. Ore 8.45
Arrivo al Lido Torre Egnazia insieme a mia moglie e mia figlia di cinque anni, per trascorrere la giornata con la famiglia di un amichetto di mia figlia che ha un abbonamento stagionale al lido. Avevamo provato a prenotare un ombrellone il giorno prima ma dal Lido ci hanno risposto che bastava presentarci molto presto nello stabilimento, entro le ore 9.00, per averlo. E così abbiamo fatto, alle 8,45 in punto eravamo lì.
Già dall’ingresso delle auto, ci veniva riferito che probabilmente non c’era disponibilità di alcun ombrellone, ma che potevamo andare a chiedere; quindi, si è recata in cassa mia moglie. Alla cassa c’era già un’altra persona che lamentava la tipologia di ombrelloni proposta – circa in ventesima fila – a cui era stato impedito di prenotare e pagarlo il giorno prima. Quindi la richiesta di una postazione migliore (non la pretesa della “prima fila” come scritto da qualcuno per romanzare i fatti) avveniva da parte di due famiglie distinte e sconosciute fino ad allora, né io mi sono qualificato in quel momento nella mia veste di parlamentare, ci mancherebbe. Le rimostranze erano motivate unicamente alla luce delle indicazioni fornite il giorno prima dal personale dello stabilimento, che aveva suggerito ad entrambe le famiglie di recarsi ad orario di apertura lido per avere sicuramente la possibilità di trovare un ombrellone in posizione migliore.

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In un lido di almeno cento/centocinquanta ombrelloni sostenevano, invece, che erano tutti degli ospiti dell’hotel e degli abbonamenti e c’erano solo pochi posti disponibili in penultima e ultima fila della zona chiamata conca, molto distante dal mare. Sarebbe bastato che la stessa cosa ce l’avessero detta il sabato quando abbiamo provato a prenotare per evitare questa discussione. Dopo circa un’ora, dopo aver regolarmente pagato il servizio e atteso inutilmente il direttore dello stabilimento, siamo stati accompagnati a sistemarci all’ombrellone in penultima fila della conca, informandoci solo allora, con fare sfidante, che avremmo dovuto parlare con la polizia che era stata chiamata dal lido, non si capisce bene per quale motivo, visto che in nessun momento della discussione sono stati alzati i toni. Sono stato chiamato mentre ero in riva al mare dopo aver fatto il bagno (probabilmente più di un’ora dopo la nostra sistemazione) e mi sono recato pazientemente in reception dove ho incontrato due agenti della polizia che hanno potuto rilevare la mia assoluta pacificità, pur nel disappunto per la presa in giro subita. Solo a quel punto fornendo le mie generalità agli agenti ho mostrato come documento il tesserino di parlamentare non avendo portato con me la carta di identità. Vi chiederete per quale ragione a fronte di tale trattamento equivoco sono rimasto in quel lido? Perché avevo promesso alla mia piccolina che avrebbe trascorso la giornata con il suo amichetto. Questa storia (tentativo di prenotare, arrivo entro le ore 8.45, discussione di un’ora insieme ad altri nuclei familiari per avere un posto migliore, accettazione del posto in penultima fila con regolare pagamento, sopportare tutto questo per mantenere la parola con la propria bambina, dover dare spiegazioni alla polizia assurdamente chiamata per motivi così banali) dimostra che mi sono sempre comportato come ciascuno di voi senza mai abusare del ruolo istituzionale, anche in un momento di disagio come quello dove ritenevo di subire una presa in giro. Visto che la notizia gira sul web e – come purtroppo succede – si arricchisce di aspetti romanzeschi e diffamatori, dovevo raccontarvi come sono andate le cose. E per chi non mi conoscesse, spiegare che persona sono.

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Il legale di Pagano, l’avvocato Feliciano Indiveri

L’intervento del legale dell’onorevole – A ribadire quanto accaduto, il legale dell’onorevole Pagano, l’avvocato monopolitano Feliciano Indiveri. “Non è stato mai chiesto il posto in prima fila. E anche la richiesta di intervento della Polizia ci è parsa immotivata, tanto che la stessa Polizia giunta sul posto non ha redatto alcun verbale, ma una relazione di servizio che gli agenti, come da prassi, sono tenuti a fare quando vengono chiamati. Anche il tesserino della Camera – continua l’avvocato – è stato esibito soltanto alle autorità intervenute in quanto unico documento di riconoscimento in possesso di Pagano in quel momento, e non a scopo intimidatorio come viene fatto credere, per pretendere una postazione in prima fila mai chiesta. Nessun abuso di potere, dunque da parte di Pagano, che era lì con sua moglie e con la figlia di cinque anni”. Indiveri spiega come la notizia potesse essere facilmente oggetto di strumentalizzazione, facendo riferimento “al luogo comune del politico che con atteggiamento arrogante voglia ottenere privilegi in virtù del suo status. Ma – ribadisce Indiveri- non è certo questo il caso”. Poi l’avvocato spiega che staranno attenti ai contenuti che verranno pubblicati su questa vicenda. “E – spiega – qualora siano ritenuti lesivi della sua immagine e della sua onorabilità, procederemo a tutela degli interessi di Pagano in ogni sede, sia civile, sia penale”.