Piano Casa, Campanelli a Martellotta: “Improvvisamente folgorato”, lui: “Mai cambiato idea”

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Schermaglie in maggioranza, il forzista accusato di aver avuto un atteggiamento incoerente rispetto a qualche mese fa.

Mentre nel consiglio regionale del 19 dicembre è stata approvata la proroga del Piano Casa al 31 dicembre 2020, consentendo anche per l’anno venturo gli interventi di ampliamento, demolizione e ricostruzione sugli edifici esistenti al 1° agosto 2019 e mantenendo invariate le percentuali di premialità volumetrica, in città alcuni consiglieri hanno contestato l’atteggiamento del forzista Giovanni Martellotta in occasione del consiglio comunale del 12 dicembre scorso. Come si ricorderà, in quella seduta monotematica si doveva discutere della proposta di modifica al Piano Casa presentata dalla minoranza, documento inizialmente gravato da un vizio di regolarità tecnica rilevato dal dirigente Amedeo D’Onghia e poi sanato da un apposito emendamento presentato da Angelo Papio (Manisporche). Dopo la sospensione dei lavori chiesta da Stefano Lacatena (Monopoli al Centro) per far sì che i capigruppo decidessero il da farsi, tornati in aula Martellotta aveva proposto il rinvio del dibattito per poter approfondire il provvedimento in votazione. Ma la contrarietà allo slittamento da parte dei leghisti Giuseppe Campanelli, Antonio Rotondo e Franco Leggiero aveva costretto i restanti esponenti di maggioranza ad abbandonare l’aula per far venir meno il numero legale.

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Carlo Maione

Due giorni dopo il nulla di fatto in sala “Perricci”, l’opposizione aveva convocato una conferenza stampa per stigmatizzare l’atteggiamento della maggioranza. In quell’occasione, Carlo Maione (Contento per Monopoli) non aveva celato la sua delusione per il comportamento di Martellotta, il quale, secondo le parole dell’esponente di opposizione, ha votato per il rinvio della seduta ed è uscito dall’aula, mentre invece ad aprile “aveva presentato un emendamento che ricalcava la logica di quello da noi proposto”. Il riferimento è alla modifica sulla proposta di delibera portata in Consiglio dal centrodestra, in cui il forzista chiedeva di escludere dal Piano Casa tutte le zone produttive.

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Giuseppe Campanelli

Sulla stessa lunghezza d’onda di Maione viaggia il parere di Campanelli, il quale nell’ultima seduta della massima assise, incentrata sul Bilancio di Previsione, aveva accusato l’esponente di Forza Italia di essere andato “contro ogni coerenza”, poiché rifiutatosi di discutere una delibera che “era la fotocopia di quella da lui stessa presentata”. “San Paolo fu folgorato sulla via di Damasco – ha aggiunto Campanelli a Link24 -. Martellotta invece è stato folgorato su un’altra via ed io un’idea di quale sia ce l’ho”.

Martellotta, che in una riunione di maggioranza aveva preannunciato il suo voto di astensione sulla proposta di delibera dell’opposizione, intende mantenere un basso profilo sulla vicenda e non aggiunge dichiarazioni rispetto a quelle già fornite durante la discussione della massima assise sul Bilancio, in risposta a Campanelli. In quella circostanza, aveva ribadito di non aver affatto cambiato idea sul Piano Casa e di aver chiesto il rinvio della seduta perché, d’accordo con gli altri colleghi del centrodestra, si era deciso di condurre ulteriori approfondimenti sulla proposta dell’opposizione, prima di esprimere un voto finale.