Ztl, ancora multe ad Ina Casa. Lo sfogo di un residente: “Denuncerò l’accaduto in Procura”

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Alla c.a. del Direttore della testata giornalistica online Link24

Premetto che questa mia lettera non è un mio sfogo personale contro qualcuno, che si definisce tutore della legge, ma serve come preambolo per quello che sto scrivendo.

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Sono un cittadino residente nel centro storico di Monopoli e come tutti sono proprietario di un’auto, con relativo pass di accesso, dotata anche di abbonamento per gli abitanti nella “zona B”. Quasi ogni sera, al rientro da lavoro, sono impossibilitato a trovare un posto dove poter parcheggiare e ora, anche a due passi del mio centro storico, qualcuno si è letteralmente inventato una nuova Ztl per i residenti del quartiere ex-Ina Casa; fin qui, forse, tutto regolare, se non fosse che tale zona potrebbe essere addirittura illeggittima. Il giorno successivo all’istituzione della suddetta Ztl ho parcheggiato la mia autovettura – ripeto, munito di pass autorizzato centro storico, in quanto la segnaletica installata in quella zona non me lo vietava (non era per niente decifrabile) – e, a seguito di ciò, ho preso il primo verbale per divieto di sosta illeggittimo…e fin qui, ci può stare. Dopo una riunione con i residenti del quartiere Ina casa e del centro storico, in presenza dell’Assessore alla Polizia Locale Zazzera, l’amministrazione comunale, su estrema richiesta della gran parte dei residenti e delle varie attività commerciali ivi insite, ha deciso di fare un passo indietro modificando la delibera e dando la possibilità a tutti di poter parcheggiare dalle 7.00 del mattino alle 20.30 della sera, limitando la validità della Ztl alla fascia oraria compresa tra le 20.30 e le 7.00, con possibilità di parcheggio sia per i residenti di Ina Casa che per quelli della “zona B” del centro storico (zona Portavecchia).

Benissimo, fin qui le cose sembravano funzionare alla perfezione, senonché il sottoscritto, in virtù di quella nuova delibera, ha avuto la possibilità di poter parcheggiare la notte li e tutto pareva filare liscio, fin quando nel giro di due giorni sono state contestate innumerevoli infrazioni anche ai residenti al centro storico, me compreso. Ho avuto la possibilità di leggere la nuova determina è qui c’era l’inghippo che nessuno ha voluto spiegare: noi, residenti della “zona B” del centro storico, dovevamo ritirare un nuovo pass e quindi pagare nuovamente le 16euro previste per poter accedere al parcheggio in quella zona. In mattinata, poi, un’ulteriore sorpresa: mi reco presso il comando dei Vigili Urbani per ottenere delle delucidazioni e qui trovo, insieme a me, una decina di persone nelle mie stesse condizioni, tutte adirate, ma molto educate nell’esposizione dei fatti. Mentre chiedevamo spiegazioni ai vigili, si è presentato Il comandante, il Dott. Cassano, il quale, prima con modi quasi gentili e dopo con modi sgarbati, ci ha messo alla porta, dicendoci che quella era la legge e basta; ad un altro cittadino ha inoltre ricordato che l’avviso sul ritiro dei nuovi pass era stato pubblicato sul sito istituzionale dell’Ente. E questo è ancor più grave. In pratica siamo stati considerati cittadini di second’ordine e senza nessuna considerazione. Il sottoscritto, insieme ad altri, ha contestato i modi burberi del comandante, e, prendendo atto delle sue parole, gli ha anche riferito l’intenzione di denunciare l’accaduto alla Procura della Repubblica, chiedendo, laddove la legge lo riterrà opportuno, l’illeggittimità della delibera sull’istituzione della Ztl, consci della precarissima situazione relativa ai parcheggi, in tutto il centro storico e zone limitrofe. Il sottoscritto si assume in toto tutte le responsabilità di quanto ha voluto denunciare, nella speranza che le leggi siano rispettate. E io sono il primo a rispettarle, ma chi deve farle osservare deve utilizzare parole appropriate e metodologie educate nei confronti dei cittadini.

Ringrazio il Direttore della testata giornalistica, che mi ha dato la possibilità di scrivere questa lettera di sfogo per le istituzioni che governano questa città.
Ottavio Marasciulo