Monopoli, un lettore: “Aver intitolato una via a Cialdini è una beffarda forzatura”

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Riceviamo e pubblichiamo il contributo di un altro lettore che interviene sottolineando l’opportunità di reintitolare la via in questione. 

Gentile Direttrice,
ho letto con interesse l’intervento di un lettore a proposito dell’ inappropriatezza dell’intitolazione al Gen. Cialdini di una centralissima via di Monopoli. Sono d’accordo. Nel marzo 2015, in occasione della bella proposta di un comitato di cittadini di reintitolare a Sandro Pertini l’attuale Viale delle rimembranze , scrissi una lunga lettera al mensile Maestrale trattando proprio dell’argomento intitolazioni delle strade, visto sotto più aspetti. Una piccola parte dell’articolo riguardava proprio Via Cialdini. Mi piace riportare ciò che scrivevo a tal proposito nel 2015: “… -Il Gen. Enrico Cialdini fu incaricato nel 1861 di fronteggiare il fenomeno del brigantaggio nel meridione e di reprimere i moti di insoddisfazione delle popolazioni, seguiti all’unità d’Italia. Eseguì questo generico incarico, con una determinazione ed una spietatezza incredibili. Le truppe ai suoi comandi (anch’esse fatte oggetto di agguati) compirono una serie di feroci repressioni contro i briganti ed anche contro inermi popolazioni del sud, dipinte come “primitive” “barbare” “invasate di religione”. Famoso è rimasto il massacro di Pontelandolfo e Casalduni. Dopo i primi sei mesi d’operazioni il Cialdini si vantava, tra l’altro, di aver fucilato 8.968 persone (di cui 64 preti), di aver interamente arso 6 paesi e di avere deportato 13.629 persone. Aver intitolato una bella e centrale via di una città del meridione a cotanto personaggio mi pare davvero una beffarda forzatura. …..”

Naturalmente quella riportata era solo una parte dell’articolo in cui – insieme ad altri casi emblematici come via Cadorna – proponevo in città una intitolazione più appropriata per il più grande statista della nostra Repubblica Alcide de Gasperi e per un grande martire dell’antifascismo Giacomo Matteotti.
Non ritengo opportuno inviarvi l’intero articolo (che purtroppo non ebbe alcun risultato), ma ci tengo a ribadire quello che sostenevo allora e cioè che le vie si possono benissimo reintitolare se, come in questo caso, sussistono fondate ragioni. Quindi io ci sto e invito l’amministrazione a prendere in considerazione la cosa.
Grazie
D. A.

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